25/09/2013 Notizie dal territorio
Non di sola Iva

Mentre la politica nazionale dibatte, anzi si accapiglia sull’opportunità dell’aumento percentuale dell’1% dell’Iva a partire dall’inizio di ottobre, altre novità della stessa natura attendono i contribuenti italiani.

A partire dal prossimo 10 ottobre aumenteranno le accise sui prodotti alcoolici per recuperare parte delle risorse previste dal decreto scuola. A questo primo rincaro ne seguiranno altri due, rispettivamente il  primo gennaio 2014 e 2015. La birra subirà un aumento erariale che parte dagli attuali 2,33 a 2,66 e successivamente a 2,70 euro per ettolitro e grado. Per i prodotti alcoolici intermedi, i superalcolici, l’alcool etilico e con la sola esclusione del vino, il prelievo fiscale passa da 68,51 a 77,53 euro per ettolitro per ogni prodotto con gradazione inferiore ai 22 gradi.

Non da ottobre 2013 ma sempre dal primo gennaio 2014 è inoltre prevista un’imposta di consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche. L’imposta va a colpire un mercato nascente che nel 2012 ha fatturato oltre 350 milioni di euro.

Al fine di reperire una copertura con cui far fronte ai cosiddetti eco-bonus è previsto anche un rincaro dal 4 al 10% dell’aliquota fissa sui distributori automatici di alimenti e bevande.

Non poteva mancare l’aumento dell’imposta di registro, almeno laddove si applica in misura fissa, con un aumento, sempre dal primo gennaio 2014, da 168 a 200 euro. Senza dimenticare tutta un' ulteriore serie di oggetti imponibili quali atti societari, contratti di comodato, pubblicazioni di testamento solo per citarne alcuni.

E se l’aumento dell’Iva non sarà generalizzato, sconteranno comunque un aumento al 10% le prestazioni fornite dalle cooperative sociali e dal 4 al 21% i cosiddetti “supporti integrativi all’editoria” vale a dire gli allegati di quotidiani, periodici, libri.

Dalla prossima dichiarazione dei redditi si dovrà inoltre fare i conti con una tassazione indiretta mediante riduzione degli sconti fiscali su polizze vita e infortuni: il tetto massimo di detrazione passa da 1.291 a 630 euro per il 2013, per scendere a 230 per il 2014
Tutto questo senza dimenticare l’introduzione della Service tax (in sostituzione dell’Imu sulla prima casa un tributo combinato tra il prelievo sugli immobili e sul servizio rifiuti, che colpirà anche chi vive in affitto) e la rimodulazione delle addizionali Irpef che per i Comuni è diventata irrinunciabile unitamente all’aumento dell’Imu sulle eventuali seconde case. In merito il Comune di Lodi ha già predisposto una griglia di aumenti che incideranno sul contribuente medio per oltre 600 euro anno.

Per finire mentre permane l’incognita Iva che secondo Confcommercio potrebbe portare alla perdita di 10.000 posti di lavoro e alla chiusura di 26.000 imprese entro la fine del 2013,è alle porte la revisione del catasto.

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