10/09/2013 Notizie dal territorio
Fallimenti nel nostro territorio
Se all’inizio del mese di agosto la stampa locale registrava ben 43 aziende fallite nel nostro territorio a partire da gennaio 2013, auspicando un risultato inferiore all’anno “horribilis” 2011, alla fine dello stesso mese le aziende in questione risultavano essere ben 46. Paradossalmente, ultime in ordine di tempo, due trattorie. A ulteriore conferma di una crisi che attanaglia tutti i settori senza distinzione di sorta, e spesso anche di “storicità”.
Se si scorre l’elenco del portale dei fallimenti del Tribunale di Lodi, prevale al di là dell’evidente eterogeneità, la presenza di imprese del settore edile (così come in tutto il territorio nazionale) ma colpisce anche quella di aziende che per anni nel nostro territorio hanno rappresentato una costante certa, fattiva ed operativa. Anche se in questo caso il riferimento negativo alle imprese “storiche” nel nostro territorio è ben al di sotto della media nazionale, ove si registra almeno 1 caso su 4 di procedure concorsuali di imprese con oltre 50 anni di attività
Comunque nel suo complesso la realtà lodigiana rientra nell’ambito di quella nazionale, laddove nel 1° semestre 2013, l’economia italiana ha registrato circa 6.500 procedure fallimentari, con un incremento rispetto all’anno precedente di poco meno del 6%. All’incirca 36 procedure fallimentari al giorno. Purtroppo questi dati non sono sufficienti a rappresentare l’effettiva incidenza del fenomeno se si evita la considerazione che ad agosto i Tribunali fallimentari non sono andati in vacanza a fronte di 126.000 imprese che avevano in corso una procedura di liquidazione coatta, poco importa che si tratti di fallimenti o concordati preventivi.
E come in tanti altri campi, seppur più positivi, la Lombardia detiene il primato nazionale anche nel numero dei fallimenti: 1.400 procedure nel primo semestre 2013 con un incremento di circa il 7,5% su base annua. Più del 50% di queste imprese sono nate tra il 2000 e il 2009. Un ben triste primato.
E se è pur vero che gli indicatori economici sembrano mostrare una flebile luce al di là del tunnel della recessione, da cui comunque secondo le stime OCSE l’Italia è l’unico tra i Paesi occidentali a non esserne ancora uscito, è altrettanto vero che questi dati vanno considerati con estrema attenzione. E come ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza Carlo Edoardo Valli « tra i compiti delle istituzioni ci deve essere anche quello di individuare percorsi e iniziative ad hoc che sostengano il fare impresa nonostante la crisi».
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