17/06/2013 Notizie dal territorio
L'occupazione nel lodigiano

L'Istituto Nazionale di Statistica, in una nota del 31 maggio, ha evidenziato come il tasso di disoccupazione nel nostro Paese, alla fine del mese precedente, fosse pari al 12%  su scala nazionale. Con un ulteriore incremento, rispetto a marzo, dello0,1%. In sostanza in Italia ci sono oltre 3 milioni di disoccupati e di questi più del 40% nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni di età.


Ma come vanno le cose nel Lodigiano?
Con riferimento allo stesso periodo, l'Ufficio Provinciale del Lavoro comunica un numero di disoccupati pari a 18.299 unità, in crescita del 22% rispetto all'anno precedente e con una concentrazione più evidente tra i 26-40 anni(39%).
E se il dato di occupazione diffuso dall'Istat con riferimento al nostro territorio per il 2012 appare in controtendenza, anzi con un lieve incremento di circa un punto percentuale rispetto all'anno scorso, sono però altri i dati che devono far riflettere sulla drammatica situazione occupazionale che ormai sta attraversando questa fetta di territorio una volta definita “un'isola felice”.
Il tasso di disoccupazione lodigiano (8,4%) risulta superiore a quello della media regionale e preceduto soltanto dalle provincie di Sondrio e Varese.
La percentuale conferma il trend nazionale anche per quanto riguarda i dati relativi alla componente femminile. Si riscontra infatti come  questa si sia incrementata(+5% circa) in maniera decisamente superiore rispetto all' aumento del livello della disoccupazione  maschile(+0,9%).


Una breve disamina del mercato del lavoro nel lodigiano non può comunque esimersi dal considerare anche i dati riguardanti la Cassa Integrazione Guadagni.
Se a livello nazionale, nel primo trimestre del corrente anno, sono state autorizzate oltre 365 milioni di ore con un incremento di oltre il 13% rispetto allo stesso periodo 2012(Fonte:INPS), il Lodigiano al contrario registra un decremento del monte ore autorizzato(143.736 ore) del 54%. Per inciso, da noi il settore che ha maggiormente fruito della CIG è il manifatturiero e all'interno dello stesso, il ramo della chimica.
E se a livello regionale, il monte ore richiesto dalle provincie di Milano, Brescia, Varese, Bergamo(tutte con valori a due cifre) è decisamente superiore a quello locale(2/3% delle richieste lombarde), considerando elementi territoriali quali: la riduzione del livello di produzione(-2,85%),la diminuzione del fatturato e la riduzione del numero delle imprese attive, forse anche il decremento territoriale della Cassa Integrazione ha ben altro significato di quello che a una prima superficiale analisi ci dice l'asettico linguaggio dei numeri. 

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