23/04/2013 Notizie dal territorio
Decreto sblocca crediti

Dopo l’approvazione del DL 35/13 o Decreto sblocca crediti, hanno preso il via gli impegni a carico della Pubblica Amministrazione.
Il 29 aprile rappresenta il termine per la registrazione da parte degli enti debitori, sulla piattaforma elettronica tenuta dal Ministero dell’Economia per la gestione del rilascio telematico delle certificazioni.
Entro il 30, Comuni e Provincie dovranno comunicare alla Ragioneria Generale dello Stato le disponibilità di cui necessitano, in merito all’entità dei debiti in conto capitale accumulati fino al 31.12.2012, quindi ormai ”certi, liquidi ed esigibili”. Le somme necessarie per pagare questi debiti fino a 5 miliardi di euro vengono escluse dal Patto di stabilità. Sempre con riferimento a tale data, gli enti locali a corto di liquidità potranno  chiedere anticipazioni alla Cassa Depositi e Prestiti, le Regioni e le provincie autonome al Ministero Economia e Finanza, mentre i Ministeri dovranno trasmettere al Ministero Economia e Finanza l’elenco dei debiti a tutto il 31.12.2012 e prenotare le risorse del Fondo Unico.
Si tratta quindi della fase iniziale di un provvedimento, che nel suo iter procedurale complessivo, prevede ben 14 passaggi e dieci mesi di tempo, per arrivare a completa realizzazione solo nel febbraio 2014.

Purtroppo le esigenze delle imprese sono pressanti e non possono aspettare  i tempi previsti dalla complessità del decreto. Soltanto un numero limitato delle stesse, forse e non prima sicuramente di almeno un mese,  potrà vedere i primi incassi e solo perché creditore di un’amministrazione locale “liquida”, oppure perché titolare di un credito di modesta entità rientrante nel tetto dei pagamenti sino al 13% delle disponibilità di cassa presso la tesoreria dello Stato(senza superare , per gli enti che hanno chiesto anticipazioni, il 50% delle stesse).
E’ prevista anche un’anticipazione di liquidità sui debiti del Servizio Sanitario Nazionale nella misura di 5 miliardi per il 2013, oltre all’incremento delle compensazioni  tra debiti e crediti fiscali.
La norma rappresenta un passo necessario e indispensabile ma la complessità del provvedimento è tale da aver  suscitato le rimostranze delle rappresentanze imprenditoriali, che in un momento estremamente difficile come quello attuale chiedono tempi certi e minori dubbi, tra tutti uno: ma se un’impresa non può presentare il DURC (Documento Unificato di Regolarità Contributiva) perché l’ente pubblico non l’ha pagata e quindi non ha versato regolarmente i tributi previdenziali, potrà riscuotere i propri crediti verso lo stesso ente? Oppure? …la risposta oggi non sembra purtroppo esserci ancora.

Energia pulita
2012 Stage 2
CartaBCC Tasca