03/04/2017 Notizie dal territorio
Che fare dopo l'abrogazione dei voucher?

Tralasciando ogni considerazione in merito all'opportunità o meno dell' abrogazione dei voucher, la cui utilizzazione (per quelli che sono stati acquistati entro il 17 marzo) è comunque ammessa sino alla fine del 2017, la domanda prammatica però è: che fare in alternativa?
Preso atto che la collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co) è resa impraticabile dalle norme contenute nel Jobs Act, la prima risposta e forse la più praticabile, è quella del lavoro a chiamata. Che tradotto significa: chiamare un lavoratore quando se ne ha bisogno. Il contratto deve assumere la forma scritta, ma é applicabile solo a lavoratori fino a 24 anni e oltre i 55. Questo contratto a carattere intermittente non deve superare i 400 giorni in un triennio presso lo stesso datore. Superando questo limite, il contratto diventa a tempo indeterminato.
Altre opportunità possono ricercarsi nel part-time, nel lavoro stagionale (turismo, agricoltura) nei contratti a tempo determinato, nella somministrazione. In questo caso i lavoratori vengono assunti da una struttura ad hoc (somministratore), come un'agenzia interinale.
E' prevista la presenza di due contratti in forma scritta, uno di natura commerciale tra il somministratore e l'utilizzatore, e uno tra il somministratore e il lavoratore. Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato e in questo caso il lavoratore finito il periodo presso l'utilizzatore resta a disposizione del somministratore. In questa fase ha diritto a una indennità di disponibilità. I lavoratori somministrati non possono superare il 20% della forza lavoro aziendale.

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