12/01/2015 Notizie dal territorio
Lodi e il suo Patrono

Tra gli elementi che forse più di altri caratterizzano il concetto di “lodigianità” indubbiamente, un posto in prima fila, spetta alla festa del Santo Patrono. Il 19 gennaio di ogni anno, in un miscuglio di sacro e profano, la cittadinanza si riunisce attorno alla figura del vescovo Bassiano. Da un lato, il tradizionale omaggio alla teca che raccoglie i resti del Santo, sull’altro versante la fila ordinata dei lodigiani in attesa di poter condividere la propria razione di trippa. Tutto questo mentre in Broletto si distribuiscono le benemerenze cittadine e al mercato i “filson” di castagne.
Ma chi era Bassiano? Bassiano nacque a Siracusa nel 319, divenne prete a Ravenna, fu il primo vescovo della Diocesi di Lodi, dove venne ordinato il 19 gennaio 374. Nel 387 inaugurò la basilica dei XII Apostoli di Lodi Vecchio e collaborò con Ambrogio vescovo di Milano. Morì l’8 febbraio 409. Le sue reliquie custodite nella cripta del Duomo cittadino e oggetto di culto, furono traslate a Milano dopo la distruzione di Lodi nel 1158, ma ritornarono nella nostra città su ordine del Barbarossa nel 1163. Tra i miracoli attribuiti a Bassiano, oltre alla guarigione istantanea dalla lebbra di tutti i cittadini di Lodi affetti dalla malattia, risalta anche la protezione della cerva e dei suoi cerbiatti avvenuta nella pineta di Ravenna mirabilmente rappresentata da un mosaico in una delle principali vie del centro cittadino. Ma il patrono di Lodi lo è anche di Pizzighettone, San Bassano e Bassano del Grappa. E tra i miracoli forse, va quindi inserito anche il gemellaggio tra le tifoserie di hockey di Lodi e della città veneta.

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