03/03/2014 Notizie dal territorio
E … Santa Chiara che fine farà?

Dall’inizio di quest’anno a oggi, uno degli argomenti dominanti la quotidianità lodigiana è stato l’interrogativo sul futuro della Casa di Riposo Santa Chiara, uno dei pilastri della storia recente della nostra città.
L’ASP (Azienda Servizi alla Persona) Santa Chiara potrebbe diventare un servizio regionalizzato, secondo il modello delle ASL e delle Aziende Ospedaliere entro il prossimo mese di maggio, data di decadenza dell’attuale Consiglio di Indirizzo (l’organismo che ha sostituito il precedente Consiglio di Amministrazione). Se questo diventasse lo scenario futuro dell’Ente la struttura verrebbe presieduta da un Direttore Generale nominato dalla Regione Lombardia a cui verrebbe demandato il compito di dirigerla e di gestirne il patrimonio. Patrimonio, per inciso, proveniente dai cospicui lasciti e donazioni di esimi lodigiani.
La soluzione per evitare la regionalizzazione della Casa di riposo è stata vista da molti nella costituzione di una Fondazione gestita da personalità del Lodigiano. All’ipotesi della Fondazione si sono decisamente opposte le strutture sindacali di rappresentanza dei lavoratori che hanno adottato forme diverse di lotta e monitoraggio delle aspettative degli stessi: raccolta di firme, sciopero della mensa; oltre a un corteo di auto per i comuni lodigiani da effettuarsi a inizio marzo.
Sull’argomento come era da attendersi si sono inoltre avventate le forze politiche del territorio, e Fondazione si, Fondazione no, sono diventate il grido di battaglia di partiti e movimenti , da sempre acerrimi avversari, che oggi trovano temporanea unità sotto la bandiera prescelta.
A questo punto soltanto il futuro potrà determinare chi ha vinto lo scontro attorno al quale ruotano evidenti interessi di varia natura. Ma senza prendere alcuna posizione, l’unico auspicio è che a rimetterci non siano i nostri nonni, la parte più interessata ma purtroppo senza voce di questa intricata vicenda.

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