28/01/2014 Notizie dal territorio
Anche a Lodi, una volta, c’era abbondanza di fabbriche

Esaminando i dati delle indagini congiunturali, condotte con cadenza trimestrale dalla locale Camera di Commercio, si rileva come da anni il trend produttivo del nostro territorio registri costantemente il segno meno. Nel 2010 risultavano iscritte 16.245 imprese, nel 2011 erano 16.042, nel 2012 15.717 e alla fine del III° trimestre 2013 la stima era ancora in calo: 15.504.
La maggior parte di queste sono micro imprese, l'eccezione qualcuna di medie dimensioni. Mancano le grandi fabbriche, eppure non è stato sempre così. Basta un tuffo in un tempo neppure tanto remoto per vedere come sia esistita anche una Lodi industriale. E non una Lodi industriale di serie”B”.
A ricordarcelo rimangono ancora gli edifici che ospitarono queste strutture, testimonianze industriali di un mondo che non c’è più e che molti non sanno neppure sia esistito.
Partiamo dal Linificio Canapificio Nazionale (El Fabricon) oggi centro di servizi di proprietà del Comune. Negli anni 50 occupava 1.600 persone che operavano  24 ore su 24, in 3 turni di 8 ore. Cessò l’attività nel 1967. Poi, di massima importanza, il Lanificio Varesi Lombardo (El Filatoi) risalente al 1868, una delle prime industrie manifatturiere del nuovo Regno d’Italia che agli inizi del ‘900, arrivò ad occupare una forza lavoro di oltre 1.000 persone. Due anni dopo l’insediamento del Lanificio, ecco la Polenghi Lombardo. Collocata originariamente a Codogno, nel 1879 aprì una filiale a Londra per la produzione di burro e mascarpone. Diventata Polenghi Lombardo SpA si insediò a Lodi in piazza della Stazione, poi il trasferimento a San Grato e il tragico abbraccio con il gruppo Cragnotti nel ’91. Là dove lavoravano circa 500 persone oggi stanno rischiando il posto i pochi lavoratori rimasti.
Ma a Lodi esistevano anche le Officine Adda, nate nel 1926 per produrre apparecchiature elettriche, tele metalliche, stampare materie plastiche. Oggi lo storico insediamento di viale Pavia è diventato un terreno recintato e al posto dei telai meccanici o delle cabine elettriche, ci sono solo erbacce.
Tutto questo senza dimenticare la Camolina enorme complesso meccanico specializzato nella riparazione i carri ferroviari, le Officine Sordi produttrici di scambiatori di calore per alimenti, la Cetem che ha chiuso i battenti da poco d ancora il Consorzio Agrario ormai chiuso definitivamente.
Una Lodi che non c’è più, ma da non dimenticare. 

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